CANTIERE TERMINATO - LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA E RECUPERO STRUTTURALE DEL FABBRICATO DENOMINATO "IMPERO" DEL CASTELLO DI SESTOLA
Progetto del Comune di Modena, proprietario dell'immobile
Il bene oggetto del progetto fa parte del complesso del castello di Sestola tutelato ai sensi della ex legge 1089/39; per questa ragione la pratica di progetto preliminare verrà consegnata alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio dell’Emilia –Bologna; si prevede che il parere venga espresso nell’arco di giorni 60.
Il complesso degli edifici inclusi nel Castello di Sestola si compone di diversi corpi di fabbrica che originariamente costituivano il borgo abitativo annesso alla soprastante Rocca, sede questa, dall'alto medioevo fino alla fine del '700, del Governatore della Provincia Estense del Frignano. A seguito delle guerre napoleoniche, con la soppressione
della provincia del Frignano ed il successivo trasferimento della sede governatorile a Pavullo, l'intero complesso fortificato fu destinato a sede penitenziaria con la costruzione del nucleo delle nuove prigioni, accanto al quale si trovavano diversi edifici ad uso residenziale, la Cappella con l'annessa canonica e l'antica Osteria. Nel 1876 il demanio militare cede la proprietà dell'intero complesso al Comune di Sestola che nel 1892 concede l'uso del complesso delle carceri nuove, della palazzina del comandante, dell'osteria e dei rimanenti edifici costituenti il borgo all'Istituto per Bambini rachitici Umberto I. Nel 1908 il Comune di Sestola vende la soprastante rocca ai conti Pullè. Questi nel 1945 a loro volta vendono la Rocca all'Ente comunale di Assistenza di Modena, che assume la gestione dell'intero complesso, borgo e Rocca. Dal 1890 al 1987 gli edifici costituenti il borgo vengono utilizzati come colonia. Nel 1990 il Comune di Modena cede l'uso della Rocca al Comune di Sestola che provvede al suo restauro utilizzandone i locali quale sede del Museo degli strumenti musicali meccanici, del Museo della civiltà contadina, del Lapidario. Dal 1987 gli edifici ad uso ricettivo sono completamente inutilizzati e versano in stato di degrado; tranne per la palazzina del Comandante e l'ex Osteria ristrutturati attualmente in base ad un accordo con comodato d’uso per 15 anni tra Modena e Sestola.
Il fabbricato “Impero" fa parte del compendio di immobili esclusi dall’uso al Comune di Sestola attraverso il citato contratto di comodato d’uso della Rocca sottoscritto dal Comune di Sestola con l’ECA del Comune di Modena proprietario dell’immobile in oggetto e del complesso monumentale.
Il progetto di messa in sicurezza e recupero strutturale L’edificio “Impero” abbandonato all’uso da oltre vent’anni accoglieva nelle sue stanze servizi e alloggi per gli ospiti dell’Istituto Umberto I°, poi della colonia estiva del Comune di Modena.
L’incuria manutentiva e la scarsa qualità costruttiva della copertura con manto in cemento-amianto, hanno provocato il progressivo degrado della struttura e di parte degli ambienti interni, causato da infiltrazioni di acqua piovana e neve disciolta.
L’instabilità del manto di copertura, l’assenza di una guaina o altro tessuto impermeabilizzante, hanno conseguentemente provocato l’infiltrazione che ha ammalorato l’assito di copertura, i travetti secondari, fino ai due architravi, causando il cedimento dell’assito e di travetti secondari di un’intera falda. Questa condizione ha infine provocato il cedimento di parte del controsoffitto in tavolato di legno su travetti, del solaio al terzo piano e da ultimo il crollo di un’ampia porzione della parete in pietra del lato ovest; anche gli intonaci interni per la stessa causa presentano distacchi generalizzati.
Il corpo di fabbrica di collegamento al fabbricato detto “Del Comandante”, recentemente recuperato, è stato anch’esso oggetto di crollo della copertura e di parte delle strutture murarie.
Obiettivo dell’intervento è la messa in sicurezza ed il recupero strutturale del fabbricato, finalizzato alla rimozione di ogni possibile causa di ulteriore degrado, per la migliore conservazione delle strutture e delle finiture interne esistenti non interessate dai crolli, nella prospettiva della programmazione per il suo completo restauro e riuso.
Il fabbricato verrà preventivamente puntellato all’interno e se necessario esternamente, con strutture lignee per favorire la conservazione di parti lesionate e agevolare l’opera di recupero.
Nell’impostazione dell’intervento di recupero è stato valutato prioritariamente l’aspetto della scarsa qualità della struttura di copertura ricoperta con materiali scadenti in epoca recente, ipotizzando quindi la completa sostituzione della stessa.
Si prevede pertanto la rimozione delle parti superstiti del manto di copertura in lastre ondulate di cemento-amianto, la rimozione e sostituzione nello stesso sistema di orditura, lavorazione e disposizione di travetti, tavolati e capriate in legno, utilizzando essenze di quercia e castagno stagionate tipiche della tradizione locale e certamente più resistenti agli agenti atmosferici.
Il tavolato di copertura verrà protetto e ricoperto con foglio in polivinile su cui in un successivo intervento verranno posate le lastre di arenaria tipiche del luogo.
Le opere di lattoneria verranno realizzate con l’impiego di rame saldato a stagno nelle giunture.
La ricostruzione della struttura muraria crollata e lesionata della parete ovest verrà realizzata con il recupero dei conci di pietra da recuperarsi alla base dell’edificio.
Tutte le macerie verranno preventivamente rimosse e accuratamente vagliate ed accatastate nell’area di cantiere al fine di recuperare primariamente le parti di pietra lavorata, quali architravi, stipiti ecc. e conci che verranno riutilizzati nella ricostruzione del paramento esterno. Tutto l’apparato murario portante sarà oggetto di revisione dello stato strutturale, mentre verranno ricostruiti i solai interni in legno con soprastante tavolato, i solai verranno collegati alla muratura perimetrale mediante inserimento di spezzoni di acciaio nella muratura e collegati con massetto di calcestruzzo e rete elettrosaldata posto sopra al solaio ligneo, ciò in conformità con le normative antisismiche, per quanto riguarda il recupero strutturale è stato incaricato lo studio tecnico Tecno 3 dell’Ing. Alberto Iattoni il
quale ha realizzato l’allegato progetto strutturale.
Particolare attenzione verrà posta nella ricostruzione delle finestre binate con colonnina centrale in pietra che ove possibile verranno ricostruite attraverso il recupero di parti crollate, verranno anche realizzati nuovi serramenti mantenendo le caratteristiche di quelli deteriorati dal tempo e dall’incuria.
Non sono previsti interventi sugli intonaci dei paramenti murari interni.
Quanto esistente e non interessato dai crolli verrà conservato e ove necessario per interventi futuri rimosso e conservato nell’area di cantiere.
Impresa esecutrice: Biolchini Costruzioni di Sestola
| creato: | venerdì 22 ottobre 2010 |
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| modificato: | giovedì 14 luglio 2011 |